Spostamenti da casa alla chiesa

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A PROPOSITO DEGLI SPOSTAMENTI DA CASA PER ANDARE IN CHIESA, vorrei cercare di chiarire un po’ le idee onde evitare che qualcuno di voi si possa trovare nella spiacevole situazione di dover pagare una multa salata di 280 euro che, nel caso non venisse pagata entro 5 giorni, salirebbe a 400! Come ha ricordato la CEI in un post di facebook del 17 aprile, da me riportato sulla nostra pagina, “L’accesso ai luoghi di culto è consentito, purché si evitino assembramenti e si assicuri tra i frequentatori la distanza non inferiore a un metro. È possibile raggiungere il luogo di culto più vicino a casa, intendendo tale spostamento per quanto possibile nelle prossimità della propria abitazione. Possono essere altresì raggiunti i luoghi di culto in occasione degli spostamenti comunque consentiti, cioè quelli determinati da comprovate esigenze lavorative o da necessità, e che si trovino lungo il percorso già previsto, in modo che, in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, si possa esibire o rendere la prevista autodichiarazione. Resta ferma tuttavia la sospensione di tutte le cerimonie, anche religiose”. Questa specificazione è possibile trovarla nelle domande e risposte consultabili sul sito http://www.governo.it/it/faq-iorestoacasa. Per quanto riguarda invece la nota questione dei “200 metri da casa”, questa non è presente nel decreto governativo, ne tantomeno la nostra regione ha legiferato a riguardo, ma vale la regola della “prossimità della propria abitazione”. Quella dei 200 metri è probabilmente un’aggiunta fatta da altre regioni che hanno emanato ulteriori decreti più restrittivi di quelli nazionali.
Fermo restando, a mio parere, il dubbio su come quantificare la “prossimità”, ricordo che il cardinale nella sua sesta lettera di collegamento afferma: “potete recarvi alla chiesa più vicina a casa vostra per pregare, per parlare con un sacerdote ed anche per ricevere il sacramento della penitenza. Se doveste essere fermati dalle forze dell’ordine, sarà sufficiente dire loro che vi state recando in chiesa”. È anche vero che il principio generale dell’attuale normativa per il contenimento dei virus è quello del divieto di spostamento se non per motivi di lavoro, salute o necessità. Andare in chiesa potrebbe essere considerata una necessità ed è questo che va scritto dell’autocertificazione che il cittadino è obbligato a compilare. Poi sta all’organo accertatore valutare se considerare la cosa come una necessità. L’indicazione generale della questura è quella di usare il buon senso ma ogni operatore di polizia è responsabile delle proprie azioni e dei propri atti e quindi agirà di conseguenza.
Spero che vi possa servire.